Il corpo e il movimento del corpo, come ogni sua espressione attraverso dei simboli, ci parla… Cosa ci racconta? E’ un messaggio, un linguaggio che proviene dalla parte più profonda e spesso insondabile o difficilmente snodabile di noi. Dentro di noi ci sono parti conosciute e utilizzate quotidianamente, con le quali siamo abituati a dialogare o che consideriamo abituali perché fanno parte del nostro bagaglio cosciente e altri aspetti che invece albergano in una parte più profonda di noi chiamata Inconscio.

Nella nostra cultura occidentale cresciamo in un contesto dove ci allenano a confrontarci con la mente, la razionalità e tutto ciò che emerge facilmente dalla nostra coscienza, ma escludiamo per ammaestramento gli aspetti meno accettabili o più profondi e nascosti.

In oriente la spiritualità, la meditazione, la devozione sono perfettamente inclusi nella sperimentazione di altri stati di coscienza e connessione con energie che ognuno definisce e conosce con modalità e attributi differenti. Anche la danza fa parte di questi strumenti per poter essere maggiormente connessi a se stessi e ai mondi superiori.

Torniamo al corpo che racconta… Ho scoperto già in giovane età la potenza della danza evocativa, nella quale un’indicazione unita alla musica e al movimento spontaneo apriva porte insospettabili dentro, permettendo di raggiungere stati ed esperienze molto potenti.

Nel mio primo percorso sciamanico, nello sciamassimo afro-brasiliano, la danza unita ai mantra (suoni ripetitivi che creano uno stato modificato di coscienza), agli yantra (immagini evocative), ci portavano a percepire e a incarnare molto profondamente gli orixà (energie naturali o superiori che vengono anche definiti archetipi). Era sbalorditivo il senso di unione con quel tipo di energia, come se si potesse sperimentare qualcosa di speciale e quasi difficile da spiegare a parole.

Di lì è cominciata la mia ricerca per comprendere come poter utilizzare questa connessione all’interno della mia professione. Il mio incontro con la Dott.ssa Paola De Vera D’Aragona ha aperto un mondo nuovo di opportunità che poteva unire le mie esperienze sciamaniche e la psicologia.

La DMT offre l’opportunità di condurre la persona a contattare e ad esprimere attraverso il proprio movimento spontaneo e autentico, le tematiche spesso difficilmente contattabili nella realtà ordinaria. Attraverso il movimento, ciò che vivo inconsapevolmente a livello profondo ed emotivo può emergere, e grazie alla possibilità di portarlo alla coscienza posso finalmente incontrarlo, contattarlo, trasformarlo, integrarlo e arricchirmi di una parte di me che premeva per emergere.

Queste parti presenti, passate, nascoste, possono nel tempo generare scompensi e disequilibri interiori che spesso sfociano poi in sintomi e in disturbi che alterano lo stato di tranquillità e di benessere.

La DMT crea uno spazio protetto, terapeutico, condiviso, nel quale si crea un’intimità e una solidarietà che permettono di esprimere, “confessare” e dare voce a parti di noi spesso poco comunicabili o sconosciute che però ci inquietano e ci limitano nella nostra piena possibilità di realizzazione personale.

E’ un incontro di piccoli gruppi in genere quindicinale, in cui si alternano momenti di condivisione e momenti di movimento libero nei quali si lavora su tematiche evocative accompagnati spesso dalla musica o in alcuni casi dal silenzio.